A sei mesi dalle elezioni, scenari ancora fluidi, ma qualche certezza già esiste: centrodestra spaccato in tre, con l’incognita Udc. Per ora, però, trionfa la tattica sulla strategia (Nelle foto, da sinistra, Giovanni Magliocca, Baldo Borrelli e Piergiorgio Mazzuoccolo)
PIGNATARO MAGGIORE – Giorgio Magliocca candiderà il fratello in lista e appoggerà il suo vice Mazzuoccolo, che sarà il candidato sindaco. Con loro, a meno di ripensamenti, non ci sarà Giovanni Magliocca, dalla qual cose ho compreso anche perché, nel giorno del famoso convegno, organizzato da quest’ultimo, sulle politiche sociali, in cui i no global hanno causato disordini e nel quale anche lo stesso Giovanni Magliocca ha rischiato l’incolumità al pari dell’assessore regionale Nappi, il sindaco non c’era, ufficialmente per un impegno romano da esplicitare quale collaboratore del sindaco Alemanno, in sostanza perché tra lui e l’altro Magliocca, il gelo è calato da tempo e si è concretizzato alle ultime elezioni regionali quando l’assessore si è, in pratica, insubordinato rispetto alle indicazioni di sindaco e vicesindaco, che hanno sostenuto Polverino, associandosi, invece, a Paolo Romano.
Ad oggi, l’assessore dice di voler correre per suo conto, con una sua lista. Ma si sa che, di questi tempi, quando alle elezioni mancano, forse, più di sei mesi ancora, tattica e strategia sono un magma piuttosto confuso e la prima prevale chiaramente sulla seconda. Insomma, se Giovanni Magliocca fa sul serio, non lo scopriremo certo domani. Per ora ipotizza la candidatura a sindaco di una donna, ma potrebbe farlo anche allo scopo di alzare il prezzo rispetto ad altre opzioni, come potrebbe essere quella di Gaetano Fucile, che la volta scorsa si iscrisse al blocco anti Giorgio Magliocca, rivelatasi, poi, perdente, ma solo per una manciata risicatissima di voti, ma potrebbe anche essere, perché no, quella del ritorno sulle posizioni di Mazzuoccolo, rispetto al quale oggi si comporta da separato in casa, “domani, chissà”, per dirla alla maniera della Mannoia.
Per chiudere l’argomento Giovanni Magliocca, diciamo che è plausibile pensare che l’assessore sonderà e cercherà, poi, di far uscire allo scoperto altre eventuali dissidenze all’interno della maggioranza, come quelle di Peppe Giuliano, Franco Scialdone e di qualche An della vecchia guardia. Se queste si esprimeranno in un progetto alternativo, ma non alternativo al punto da allearsi con gli avversari estremi di Giorgio Magliocca e Mazzuoccolo, un rassemblement forte, almeno, elettoralmente, potrebbe anche nascere, altrimenti, via al metodo del “miglior offerente.”
Pdl e centrodestra dunque, spaccati in due? No, spaccati in tre, con l’aggiunta dell’incognita Udc. Infatti, prende sempre più corpo l’iniziativa di Baldo Borrelli, consigliere comunale da tempo in rottura con Giorgio Magliocca e che, dopo aver aderito a Generazione Italia, si appresta, come già abbiamo scritto nei giorni scorsi, a entrare nel nuovo partito di Fini di Futuro e Libertà.
Borrelli lavora a una lista che dovrebbe essere formata, per lo più, da giovani professionisti, in grado di realizzare una nuova prospettiva rispetto all’impegno, ormai datato, dei soliti nomi.
Dicevamo dell’Udc- Uno dei suoi principali rappresentanti, forse il principale, Giorgio Vito, dovrebbe appoggiare la candidatura a sindaco di Raimondo Cuccaro. Conoscendo Zinzi, si può ritenere che, fino a quando sarà presidente della Provincia di una coalizione di centrodestra, difficilmente legittimerà politicamente accordi con partiti e con aree civiche di centrosinistra su scala locale. Ecco, dunque, che, rispetto alla titolarità della rappresentanza del partito del presidente della Provincia ma, soprattutto (dato che nei Comuni al di sotto dei 15mila abitanti la potestà sul simbolo è importante, ma fino a un certo punto), rispetto al rapporto diretto con quest’ultimo, che molto importante si potrebbe rivelare in campagna elettorale, la situazione apre lo scenario a nuovi eventi, a nuovi spazi, in cui si potrebbero infilare un Fucile, persona che da anni cerca, ma non trova o non vuol trovare, un centro di gravità permanente, o un De Lucia.
Ricapitolando, Mazzuoccolo, Borrelli, Giovanni Magliocca, Fucile e Cuccaro, che, a occhio e croce, con una tale configurazione di candidature, forse diventerebbe il favorito.
Dopo la Mannoia e Battiato, l’ultima citazione tocca a Rosanna Fratello o agli Squallor che di quella cazone fecero una loro versione, in quel caso, non lasciva: “sei mesi sono lunghi da passare” soprattutto in un paese dove di donne in politica ce ne sono poche e di santi zero.
Gianluigi Guarino (Casertace)