Pubblicato da: baldoborrelli | 18 maggio 2011

Eppure soffia…!!!

Pignataro- Sulla politica locale non soffia un vento forte come la Bora di Trieste, ma un vento che si avverte e soffia in una direzione diversa, che “svolta” a centro e a sinistra.

Archiviate le elezioni amministrative, proiettiamo lo sguardo alle politiche del 2013, sempre che il governo Berlusconi non venga collocato in pensione anticipata dalla Lega, dai peones del Pdl col mal di pancia, o dagli elettori ai prossimi ballottaggi di fine maggio a Milano e Napoli.

A Pignataro l’Udc, a ruoli inversi, rimane partito di lotta e di governo, con Mazzuoccolo che torna tra i banchi dell’opposizione e Vito che lo sostituirà in quelli della maggioranza.

Il Pdl, già fortemente ridimensionato dal voto amministrativo, nelle prossime settimane potrebbe essere scosso da una fase di forti fibrillazioni politiche, con l’ex assessore Giovanni Magliocca a presentare il conto della sconfitta elettorale al coordinatore del partito Antonio Palumbo.

La libertà sicuramente avrà un futuro a Pignataro. Le sorti di Futuro e libertà nel nostro paese saranno, invece, in buona parte determinate dalla capacità di Baldo Borrelli di riconquistarsi uno spazio all’interno del panorama politico locale.

La novità più significativa potrebbe venire dal centro sinistra, con il Pd in fase di rilancio; e con il radicamento politico ed elettorale dei movimento di Di Pietro e Nichi Vendola.

La geografia politica è cambiata dentro il consiglio comunale, ma potrebbe mutare anche fuori, con un centro senza grossi sussulti , fatta eccezione per l’attivismo del movimento giovanile dell’Udc; un centro sinistra in fase di grande rilancio, dopo anni di sonno comatoso; e con un centro destra in una fase di grandi difficoltà politica.

Mi.Me. – Portale di Pignataro Maggiore

Pubblicato da: baldoborrelli | 20 aprile 2011

LA SVOLTA

I due ex assessori magliocchiani non potrebbero ritornare al “primo amore” per ovvie ragioni. Perché non provare l’apparentamento con Fucile?

Dal “seno” dall’amministrazione comunale, che ha governato nell’ultimo quinquennio Pignataro Maggiore, potrebbero nascere altre due liste alternative al gruppo di Alleanza Civica. Gli scontri politici e le intrigate vicende giudiziarie, hanno portato ai margini dell’attuale maggioranza consiliare l’assessore ai lavori pubblici, Giovanni Magliocca ( comunque rimasto tra i colleghi a Palazzo Scorpio ),e il consigliere comunale Baldassarre Borrelli ( dimessosi da assessore e passato tra i banchi della minoranza ). I due ex alleanzini sicuramente non saranno tra i candidati a sostegno del duo Magliocca ( Giorgio ) – Mazzuoccolo, quest’ultimo “promesso” sindaco. Per questo, seppur partendo da posizioni diverse, potrebbero approdare alla stessa decisione: quella di formare una propria lista, proponendosi come candidati a primo cittadino. L’ex presidente di Azione Giovani lo ha dichiarato in più occasioni. Lo storico esponente del movimento sociale italiano, invece, soltanto recentemente ha espresso la volontà di voler formare un proprio raggruppamento politico da proporre alla prossima tornata elettorale, dopo aver preso atto dell’impossibilità di apparentamento con altre formazioni. In effetti, una strada diversa per i due ci sarebbe. Esclusa Alleanza Civica, dove non vorrebbero ritornare, c’è un’altra lista in formazione che ha il candidato a sindaco orientato verso la stessa area politica nella quale militano Magliocca e Borrelli. Si tratta di Gaetano Fucile che, pur avendo fondato un movimento civico – “Amare Pignataro” –, si professa simpatizzante del Popolo della Libertà. Questa strana circostanza fa presumere due ipotesi: o nessuno dei tre – Fucile e i due ex componenti della giunta magliocchiana –non hanno ancora pensato a questa alleanza, oppure, le future mosse dell’ingegnere e di “Amare Pignataro” sono incompatibili con la presenza dei due ex alleanzini.

                                                           http://www.pignataronuova.it/

Pubblicato da: baldoborrelli | 23 dicembre 2010

Dove va la minoranza alle prossime elezioni amministrative?

Assodato ( o quasi ) che Cuccaro e Fucile proveranno a costituire una propria lista, resta da capire che cosa faranno gli altri quattro consiglieri comunali di opposizione.

A pochi mesi dalle elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale di Pignataro Maggiore, sono ancora molte le perplessità che pervadono gli addetti ai lavori della politica nostrana. Alcuni di questi riguardano i sei consiglieri comunali di minoranza ( distribuiti in cinque gruppi consiliari diversi ), parte dei quali non ha sciolto ancora le riserve sulle scelte future. Se Raimondo Cuccaro ( proprio nell’intervista concessa a www.pignataronuova.it ) ha confermato la volontà di ricandidarsi a sindaco, così come già aveva fatto Gaetano Fucile, gli altri ancora non hanno fatto un passaggio pubblico per chiarire le proprie intenzioni. È pur vero che manca ancora parecchio, ma sono ancora pochi i segnali arrivati. Giorgio Vito da settimane conferma di voler restare fedele a Unione per Pignataro o comunque alla “cosa” ( giusto per rivangare vecchie nostalgie da Prima Repubblica ) che verrà dopo di essa, restando al fianco di Cuccaro. Il consigliere comunale Valente, che nell’ultima campagna elettorale si è impegnato per la candidatura di Gerardo Del Vecchio, si è autosospeso da “Speranza per Pignataro” e davanti alla nostra telecamera ha manifestato la sua incertezza in merito ad una eventuale ricandidatura alla prossima tornata elettorale. Poco o niente si sa del consigliere Angelo Del Vecchio, che continua a svolgere il suo ruolo istituzionale, ma che non ha sciolto a livello pubblico la riserva su una candidatura in primavera. Indiscrezioni lo vorrebbero intenzionato a non correre di nuovo per un posto in consiglio comunale. C’è chi, invece, ha fatto una scelta politica precisa sia nazionale che locale, e quasi sicuramente si ripresenterà ai nastri di partenza alla consultazione elettorale del 2011. Si tratta di Baldo Borrelli, ex assessore ed ex consigliere comunale di maggioranza, che è passato dal Popolo della Libertà al nuovo partito di Gianfranco Fini, “Futuro e Libertà per l’Italia”. L’ex presidente della locale sezione di Azione Giovani ha manifestato in più occasioni l’intenzione di ricandidarsi, anche se non ha fatto ancora ufficializzato la cosa. Insomma, da qui a maggio può succedere un po’ tutto.

                                                                                       www.pignataronuova.it

Pubblicato da: baldoborrelli | 29 novembre 2010

Va dato ascolto alla voce dei giovani

Futuro e Libertà deve marcare una sua ‘cifra’ politica e culturale distinta e distante dal berlusconismo e dal suo tramonto inesorabile, se vuole interpretare un ruolo centrale nella costruzione di una prospettiva. Non serve un moderatismo di ritorno e sostanzialmente conservatore ma un progetto sociale di modernizzazione dell’Italia.

Al di là della riforma Gelmini e delle sue luci e delle sue ombre, bisogna ascoltare i giovani e rispettarne la nuova volontà di partecipazione politica, dietro le grandi mobilitazioni di questi giorni non c’e'solo la protesta verso una riforma o l’antagonismo verso un Ministro rigido e poco comunicativo, c’è sopratutto,  riaffiorante, una grande volontà di partecipazione e di cittadinanza attiva.
                                                                      

Se vuole rilanciare il patto di legislatura, senza limitarsi al “compitino” dei 5 punti, Silvio Berlusconi “dia un colpo d’ala, salga al Colle, si dimetta ed apra la crisi di governo”: è l’ultimatum che che Gianfranco Fini lancia al presidente del Consiglio dalla convention di Fli chiarendo: in caso contrario la delegazione dei futuristi uscirà dall’Esecutivo.

“‘Berlusconi – spiega il presidente della Camera – deve mostrare il coraggio politico che ha gia’ dimostrato. Lui deve dare un colpo d’ala, prendere la decisione di rassegnare le dimissioni, salire al Colle, dichiarare che la crisi è aperta di fatto e arrivare a una fase in cui si ridiscuta l’agenda, il programma, si verifichi la natura della coalizione e la composizione del governo”. Ove ciò non avvenga, “Se non ci sarà un colpo d’ala da parte di Berlusconi e lui darà ascolto ai cattivi consiglieri, é evidente che Ronchi, Urso, Menia e Bonfiglio non rimarranno un minuto in più nel governo”. Perché, sostiene il presidente della Camera, “Il problema per noi non è il gioco del cerino o di chi stacca la spina, perché è chiaro che se continuiamo con le furbizie e i tatticismi la spina la staccheranno gli italiani che sono stanchi di un governo che non governa”. Da subito Fini manifesta il “desiderio di voltare pagina” rispetto a un “governo che più che del fare sembra del ‘fare finta’”, rilevando che l’Italia “non è il Paese dei balocchi che descrive Berlusconi”.

Il presidente della Camera rivendica che Fli è “politicamente determinante per le sorti del governo e ancor di più per l’avvenire della nostra patria”, che “aveva nostalgia di una politica diversa, pulita, fatta nel nome di valori e di ideali”. Ribadisce che Futuro e Libertà “non è contro il Pdl né contro Berlusconi, ma ha semplicemente un progetto più ambizioso: noi siamo oltre il Pdl e oltre Berlusconi”. “Quella pagina si è chiusa o si sta chiudendo perché non è stata capace di incarnare desideri e progetti. La grande rivoluzione liberale non si è mai realizzata se non in minima parte”. Dal palco di Bastia Umbra il presidente della Camera attacca senza mezzi termini la Lega, che accusa di detenere la ‘golden share’ del governo. “Non c’é in nessuna parte dell’Europa, e lo dico a ragion veduta – dice – un movimento politico come il Pdl che sui diritti civili è così arretrato culturalmente a rimorchio, anche qui, della peggior cultura leghista”. Carroccio che, a parere di Fini, controlla il ministro Tremonti che usa “i fondi Fas come un bancomat”.

Pubblicato da: baldoborrelli | 16 ottobre 2010

Fini: “Fli non è la Lega del Sud. Gli elettori scelgano

Il Presidente della Camera a Napoli: “Il Meridione non è una palla al piede. Siamo in tanti: qualcuno avrà un travaso di bile”

“Non saremo una Lega del Meridione, noi siamo un movimento nazionale”: Gianfranco Fini dà la carica ai suoi nel corso di una manifestazione di Futuro e libertà a Napoli. Il Presidente della Camera ha poi proseguito: “Per sanare la frattura Nord-Sud occorre esser consapevoli dell’identità del Sud e dei grandi meriti che il Sud ha acquisito. La Lega a Nord ha caratterizzato la sua azione con la difesa degli interessi di una parte del territorio: non si risponde con politiche speculari di tipo meridionalista – ha tuonato Fini – A fronte dell’egoismo geografico della Lega si risponde con una politica autenticamente nazionale che abbia ben noto che il meridione è una risorsa, non è una palla al piede”. Davanti ad una manifestazione da tutto esaurito, il leader ha ironicamente commentato: “Qualcuno questa sera, sapendo di questa riunione, avrà un travaso di bile. Siamo più di quattro gatti”.
Il numero uno di Montecitorio ha poi parlato di legge elettorale: “La partecipazione politica è l’antidoto alla rassegnazione. Qui non si trova il tesserino per la facile carriera, qui si costruisce i futuro, ma il futuro si costruisce anche con il diritto dell’elettore di scegliere il suo rappresentante”, ha dichiarato Fini.

Fini ha poi proseguito con una sorta di ‘ammissione di colpa‘: “Non è tempo di prudenza – ha affermato il Presidente- in una fase così complicata prudenza può significare attendere un momento che non arriverà mai. Occorre assumersi responsabilità. Noi ci siamo assunti la responsabilità. Non aveva senso aspettare ancora, come ci consigliavano in tanti. La politica necessita in alcuni momenti l’assunzione di responsabilità. Ce la siamo assunta – continua – e tanti italiani se l’assumeranno. In molti si avvicineranno a noi per respirare aria pulita. Forse siamo stati un pò troppo prudenti. Dovevamo farlo prima”.

“Non saremo una Lega del Meridione, noi siamo un movimento nazionale”: Gianfranco Fini dà la carica ai suoi nel corso di una manifestazione di Futuro e libertà a Napoli. Il Presidente della Camera ha poi proseguito: “Per sanare la frattura Nord-Sud occorre esser consapevoli dell’identità del Sud e dei grandi meriti che il Sud ha acquisito. La Lega a Nord ha caratterizzato la sua azione con la difesa degli interessi di una parte del territorio: non si risponde con politiche speculari di tipo meridionalista – ha tuonato Fini – A fronte dell’egoismo geografico della Lega si risponde con una politica autenticamente nazionale che abbia ben noto che il meridione è una risorsa, non è una palla al piede”. Davanti ad una manifestazione da tutto esaurito, il leader ha ironicamente commentato: “Qualcuno questa sera, sapendo di questa riunione, avrà un travaso di bile. Siamo più di quattro gatti”.
Il numero uno di Montecitorio ha poi parlato di legge elettorale: “La partecipazione politica è l’antidoto alla rassegnazione. Qui non si trova il tesserino per la facile carriera, qui si costruisce i futuro, ma il futuro si costruisce anche con il diritto dell’elettore di scegliere il suo rappresentante”, ha dichiarato Fini.

Fini ha poi proseguito con una sorta di ‘ammissione di colpa‘: “Non è tempo di prudenza – ha affermato il Presidente- in una fase così complicata prudenza può significare attendere un momento che non arriverà mai. Occorre assumersi responsabilità. Noi ci siamo assunti la responsabilità. Non aveva senso aspettare ancora, come ci consigliavano in tanti. La politica necessita in alcuni momenti l’assunzione di responsabilità. Ce la siamo assunta – continua – e tanti italiani se l’assumeranno. In molti si avvicineranno a noi per respirare aria pulita. Forse siamo stati un pò troppo prudenti. Dovevamo farlo prima”.

Sagliocco_GiuseppeAppuntamento a Napoli, all’hotel Ramada, apartire dalle 18,30. Intanto, Gianmario Mariniello, braccio destro di Italo Bocchino, lavora all’organizzazione. Oggi sarà ad Avellino (A sinistra, Sagliocco)

TUTTE LE FOTO DI CHI ENTRA

CASERTA – Il giorno e l’ora sono già  fissati: venerdì 16 ottobre, ore 18,30, nell’hotel Ramada, non lontano dalla stazione ferroviaria.  Sarà l’esordio ufficiale in Campania di Futuro e Libertà, solennizzato dalla presenza di Gianfranco Fini. Gran cerimoniere Italo Bocchino,  Marrandino
capogruppo alla Camera. Al suo fianco, Gianmario Mariniello (nella doto in basso a sinistra), che oltre ad essere consigliere comunale ad Aversa, è, già da qualche anno, il braccio destro dello stesso Bocchino, che, tra l’altro, proprio a Mariniello ha affidato il compito non certo agevole di lavorare all’organizzazione del partito, rispetto alla quale, proprio oggi  Mariniello , 6 ottobre, presenzierà a una riunione nel centro sociale “Samantha Della Porta” di Avellino. L’evento del 15 ottobre rappresenterà anche l’esordio ufficiale di Giuseppe Sagliocco, che di Futuro e Liberà sarà l’indiscusso leader in provincia di Caserta.

Cominciano a filtrare già i primi nomi di coloro che entreranno: oltre a quelli già noti di Sagliocco, dell’ex consigliere regionale Benedetto Lombardi e del deputato Gianfranco Paglia, ne faranno parte Antonio Schiavone(nella foto, in basso a destra) di Aversa, cognato di Italo Bocchino, in passato segretario cittadino di AnimagesCADVHWIP. E ancora,  la battagliera consigliera comunale, sempre della città normanna, Francesca Marrandino (nella foto in alto a destra) Rosario Papasso, Luigi Di Gennaro, Raffaele Coronella, Antonio Seguino, Carlo Cioffi, Domenico Damiano, Stefano Minichino, Giuseppe Lucariello, Mario Ambrosca, Luigi Fichele, il vicesindaco di Sanr’Arpino, Gianluca Fioratti (nella foto in basso a sinistra), Giuseppe Della Gatta e il pignatarese  images   Baldo Borrelli (nella foto in basso a destra), che, tra l’altro, correrà da sindaco alle prossime elezioni comunali del suo paese.

Gianmarco Della Paolera  Baldo

                                                                          

                                                                                     CASERTACE

Magliocca_Giovanni_Borrelli_Baldo_Mazzuoccolo_PiergiorgioA sei mesi dalle elezioni, scenari ancora fluidi, ma qualche certezza già esiste: centrodestra spaccato in tre, con l’incognita Udc. Per ora, però, trionfa la tattica sulla strategia (Nelle foto, da sinistra, Giovanni Magliocca, Baldo Borrelli e Piergiorgio Mazzuoccolo)

PIGNATARO MAGGIOREGiorgio Magliocca candiderà il fratello in lista e appoggerà il suo vice Mazzuoccolo, che sarà il candidato sindaco. Con loro, a meno di ripensamenti, non ci sarà Giovanni Magliocca, dalla qual cose ho compreso anche perché, nel giorno del famoso convegno, organizzato da quest’ultimo, sulle politiche sociali, in cui i no global hanno causato disordini e nel quale anche lo stesso Giovanni Magliocca ha rischiato l’incolumità al pari dell’assessore regionale Nappi, il sindaco non c’era, ufficialmente per un impegno romano da esplicitare quale collaboratore del sindaco Alemanno, in sostanza perché tra lui e l’altro Magliocca, il gelo è calato da tempo e si è concretizzato alle ultime elezioni regionali quando l’assessore si è, in pratica, insubordinato rispetto alle indicazioni di sindaco e vicesindaco, che hanno sostenuto Polverino, associandosi, invece, a Paolo Romano.

Ad oggi, l’assessore dice di voler correre per suo conto, con una sua lista. Ma si sa che, di questi tempi, quando alle elezioni mancano, forse, più di sei mesi ancora, tattica e strategia sono un magma piuttosto confuso e la prima prevale chiaramente sulla seconda. Insomma, se Giovanni Magliocca fa sul serio, non lo scopriremo certo domani. Per ora ipotizza la candidatura a sindaco di una donna, ma potrebbe farlo anche allo scopo di alzare il prezzo rispetto ad altre opzioni, come potrebbe essere quella di Gaetano Fucile, che la volta scorsa si iscrisse al blocco anti Giorgio Magliocca, rivelatasi, poi,  perdente, ma solo per una manciata risicatissima di voti, ma potrebbe anche essere, perché no, quella del ritorno sulle posizioni di Mazzuoccolo, rispetto al quale oggi si comporta da separato in casa, “domani, chissà”, per dirla alla maniera della Mannoia.
Per chiudere l’argomento Giovanni Magliocca, diciamo che è plausibile pensare che l’assessore sonderà e cercherà, poi, di far uscire allo scoperto altre eventuali dissidenze all’interno della maggioranza, come quelle di Peppe Giuliano, Franco Scialdone e di qualche An della vecchia guardia. Se queste si esprimeranno in un  progetto alternativo, ma non alternativo al punto da allearsi con gli avversari estremi di Giorgio Magliocca e Mazzuoccolo, un rassemblement forte, almeno, elettoralmente,  potrebbe anche nascere, altrimenti, via al metodo del “miglior offerente.”

Pdl e centrodestra dunque, spaccati in due? No, spaccati in tre, con l’aggiunta dell’incognita Udc. Infatti, prende sempre più corpo l’iniziativa di Baldo Borrelli, consigliere comunale da tempo in rottura con Giorgio Magliocca e che, dopo aver aderito a Generazione Italia, si appresta, come già abbiamo scritto nei giorni scorsi, a entrare nel nuovo partito di Fini di Futuro e Libertà.

Borrelli lavora a una lista che dovrebbe essere formata, per lo più, da giovani professionisti, in grado di realizzare una nuova prospettiva rispetto all’impegno, ormai datato, dei soliti nomi.

Dicevamo dell’Udc- Uno dei suoi principali rappresentanti, forse il principale, Giorgio Vito, dovrebbe appoggiare la candidatura a sindaco di Raimondo Cuccaro. Conoscendo Zinzi, si può ritenere che, fino a quando sarà presidente della Provincia di una coalizione di centrodestra, difficilmente legittimerà politicamente accordi con partiti e con aree civiche di centrosinistra su scala locale. Ecco, dunque, che, rispetto alla titolarità della rappresentanza del partito del presidente della Provincia ma, soprattutto (dato che nei Comuni al di sotto dei 15mila abitanti la potestà sul simbolo è importante, ma fino a un certo punto), rispetto al rapporto diretto con quest’ultimo, che molto importante si potrebbe rivelare in campagna elettorale,  la situazione apre lo scenario a nuovi eventi, a nuovi spazi, in cui si potrebbero infilare un Fucile, persona che da anni cerca, ma non trova o non vuol trovare, un centro di gravità permanente, o un De Lucia.

Ricapitolando, Mazzuoccolo, Borrelli, Giovanni Magliocca, Fucile e Cuccaro, che, a occhio e croce, con una tale configurazione di candidature, forse diventerebbe il favorito.
Dopo la Mannoia e Battiato, l’ultima citazione tocca a Rosanna Fratello o agli Squallor che di quella cazone fecero una loro versione, in quel caso, non lasciva: “sei mesi sono lunghi da passare” soprattutto in un paese dove di donne in politica ce ne sono poche e di santi zero.

Gianluigi Guarino (Casertace)

Pubblicato da: baldoborrelli | 10 ottobre 2010

L’ETEROGENESI DEI “FINI” E LE STRATEGIE DEL GRANDE VECCHIO

fotofoto

Pignataro Maggiore – Dietro la possibile proliferazione di liste elettorali per le prossime elezioni amministrative, si cela una strategia ben precisa. Il mentore di Piergiorgio Mazzuoccolo, viste le poche chance di vittoria del suo delfino, spera nella formazione di più formazioni per sparigliare i giochi ed evitare una probabile sconfitta. Un gruppo guidato da Gaetano Fucile e uno lanciato dal movimento “Speranza per Pignataro” alimenterebbe la fiducia dell’attuale maggioranza, ma una eventuale candidatura di Baldassarre Borrelli creerebbe una crepa nell’elettorato del vicesindaco.

 

Le strategie politiche latenti di questo periodo sembrano scritte su un copione redatto da una scimmia urlatrice. Appunto, sembrano. Ma non lo sono. Dietro a questo atomismo pre elettorale si nasconde una strategia elaborata – si dice – da un grande vecchio della politica pignatarese. Questo stratega, consigliere primo di Piergiorgio Mazzuoccolo, avrebbe suggerito al suo delfino di favorire la proliferazione delle liste, specie se promosse da ex candidati di Unione Popolare. Il gioco dello spariglio, secondo questo tattico, potrebbe colmare il possibile svantaggio elettorale che il vicesindaco, quale candidato a massima carica di Palazzo Scorpio, potrebbe avere nei confronti del suo avversario più temibile, Raimondo Cuccaro.

Grazie ad una sorta di eterogenesi dei fini, le scelte dei probabili candidati alla tornata elettorale del 2011 stanno favorendo tale strategia. In questo senso va la decisione del consigliere comunale Fucile, il quale sta lavorando a una lista elettorale propria( come confermato da un manifesto che sarà affisso domani mattina ) e, a meno di clamorosi colpi di scena, i suoi voti non foraggeranno né Cuccaro né Mazzuoccolo. Per la grande gioia del vicesindaco, sta battendo la stessa strada il movimento “Speranza per Pignataro”, che sottraendo voti alla sinistra potrebbe favorire certamente l’ex democristiano. Parlando di “Fini” viene in mente subito uno degli esponenti locali del neopartito che fa capo al Presidente della Camera, Baldo Borrelli. Il consigliere comunale è l’unico da destra che, con una eventuale candidatura, romperebbe le uova nel paniere ad Alleanza Civica. In caso contrario il suo elettorato rappresenterebbe una preda invitante proprio per Mazzuoccolo e per i consiglieri comunali Claudio Di Lillo e Giorgio De Lucia.

Su un versante opposto i pretendenti alla poltrona di sindaco nel 2006, trovandosi in situazioni diverse, si stanno muovendo differentemente. Magliocca, non potendosi ricandidare e forse rassegnato all’idea di vedere Mazzuoccolo concorrere alla sua successione, sta lavorando per una grossa affermazione ( in termini di preferenze ) per il fratello, un po’ come accaduto a lui nel 1998. Cuccaro, invece, sta lavorando alla clemente per allestire una buona squadra. Per ora ne farebbero parte già due centristi, due esponenti del centrosinistra, due del centrodestra e tre della società civile. I prossimi mesi saranno fondamentali per capire se ci sarà effettivamente la proliferazione delle liste e se queste favoriranno la strategia del grande vecchio. In ogni caso soltanto le urne potranno dare una risposta concreta e definitiva.

                                     Davide De Stavola news

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